mercoledì, 19 agosto 2009

WOODSTOCK
woodstock06


Prima di tutto, ringrazio AIRONEDISTELLE che mi ha dato una bella spinta a scrivere questo post: Ne avevo bisogno.
Lo dedico a tutti quelli più giovani di noi che hanno vissuto Woodstock e gli anni 60-70 solo di riflesso, molti anni dopo, poco e male.
Woodstock è stato un Festival di musica country-rock-pop tenuto nello stato di New York nell'Agosto del 1969, durato 3 giorni, completamente gratuito, cui hanno partecipato artisti passati alla storia della musica. Volete alcuni nomi? In ordine sparso e solo in parte:
JIMI HENDRIX - RAVI SHANKAR - RICHIE HAVENS - JOHN SEBASTIAN - ARLO GUTHRIE - SANTANA - CANNED HEAT - JAMIS JOPLIN - GRATEFUL DEAD - CCR - THE WHO - JEFFERSON AIRPLAIN - JOE COCKER - TEN YEARS AFTER - THE BAND - CROSBY STILLS NASH & YOUNG. . . . .
Tre giorni di musica cui hanno partecipato ancora non si sa quanti giovani (chi parla di 500 mila chi arriva a 1 milione), liberi di accamparsi, cantare, ballare, fumare, fare il bagno e girare nudi, amoreggiare, portare i propri figli e concepirne altri in pace e tranquillità.
Un evento cui non ho potuto partecipare, avendo 19 anni e non essendo quindi ancora maggiorenne; ho vissuto quindi Woodstock di riflesso ascoltando tanta musica, leggendo i giornali americani ed inglesi, guardando e riguardando - un pò dopo - il lungometraggio bellissimo che ne fu girato, ascoltando il racconto di amici americani che negli anni 70 vennero a studiare in Italia.
Woodstock è stato dimenticato? Ne rimane un ricordo sempre più pallido? Vero. Ma lo potrei capire se si fosse trattato di un evento puramente musicale; invece faceva parte di un contesto . Si è svolto in anni di rivoluzione socio-culturale molto importanti: la guerra in Vietnam cui non volevano partecipare i giovani americani; la rivoluzione studentesca; finalmente, in Italia, la maggiore età a 18 anni, la sacrosanta pillola, la necessaria legalizzazione dell'aborto, l'altrettanto sacrosanto divorzio.
Ne vogliamo parlare amici bloggers più giovani di noi?
Il dibattito è aperto ed io insisto - come faccio da tanti anni - sul fatto che pillola, aborto, divorzio non erano a protezione del libero amore ma erano necessari contro i soprusi dentro e fuori le famiglie, nostre e quelle degli altri.
Al libero amore ci saremmo arrivati comunque da soli.
E' importante non dimenticare

WOODSTOCK
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categoria:musica, letteratura, cultura e societĂ 
martedì, 18 agosto 2009
Cervello Femminile

CERVELLO DI ZIA TITTI. ANNI 59:

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Si sta ancora analizzando il cervelletto...segue aggiornamento del post.
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mercoledì, 29 luglio 2009
D'estate il caldo mi divide il cervello in tante palline: posso usare il pc dei miei nipoti più spesso, ma non riesco a mettere in sieme un paio di idee. Quindi copio qua e là, tanto per rimanere in contatto, per non essere cacciata dal gruppo.

VOILA'

bolla_b1--180x140
La rarità della bolla-nebulosa è legata alla forma perfettamente sferica e simmetrica
PNG75.5+1.7, una bolla celeste tra le stelle
È una nebulosa generata da una vecchia stella lanciando nello spazio gas e polveri derivati dallo strato più esterno

Ora la luminosa cosmica «bolla del cigno» ha anche un nome scientifico. Per la verità è una lunga sigla, ma basta per classificare un rara formazione celeste che stupisce e affascina; sembra incredibile nella sua gigantesca perfezione. La bolla cosmica battezzata «PNG75.5+1.7» nei giorni scorsi, era stata scoperta ancora il 6 luglio dell’anno scorso da Dave Jurasevich durante una ricognizione dall’osservatorio di Monte Wilson.

PERFETTA FORMA SFERICA - Poco dopo, anche due astrofili Mel Helm e Keith Quttrocchi la scrutavano tra le stelle. La bolla è una nebulosa generata alla fine della vita da una vecchia stella lanciando nello spazio gas e polveri derivati dallo strato più esterno. La rarità della bolla-nebulosa è legata alla forma perfettamente sferica e simmetrica, appunto molto rara. Di solito, quando sono generate, le nebulose prendono invece le sembianze di un sigaro, di una bolla con due lobi, di un’ellisse; questa invece ha una geometria che sembra disegnata da Giotto: una meraviglia celeste invidiata da tutti i bimbi del mondo.

(Da Corriere Della Sera)
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Flavio non sono riuscita a vedere la Luna con Marte. Sigh!
Hai immortalato?

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venerdì, 24 luglio 2009
paste


ESTATE

Qualcuno ha il coraggo di negare che le paste della domenica sono migliori di quelle degli altri giorni?

IL PACCHETTO DELLE PASTE DELLA DOMENICA MATTINA
(Philippe Delerme)

Pasre asssortite, certo. Un grosso bignè al caffè, due tartellette alla fragola, un millefoglie. A parte una o due, sappiamo già a chi ciascuna è destinata, ma quale sarà quella in più per i ghiottoni?
Snoccioliamo i nomi con calma. Dalll'altra parte del bancone, la commessa, la pinza in mano, si orienta con sottomissione verso i tuoi desideri; non tradisce impazienza neppure quando deve cambiare vassoietto, il millefoglie non ci sta. E' importante il vassoietto, con gli angoli smussati, i bordi rialzati. Rappresenta la base solida di un edificio fragile, dall'incerta sorte.
"Basta così!"
Allora la commessa immerge il vassoietto in una piramide di carta rosa, presto circondata da un nastro scuro. Mentre paghiamo, reggiamo il pacchetto da sotto, ma appena varcata la porta del negozio, lo afferriamo per il nastro tenendolo un pò scostato. E' la regola. Le paste della domenica devono essere portate come si tiene un pendolo. Rabdomanti di riti minuscoli, camminiamo senza arroganza, e senza finta modestia. Non è ridicola questa compunzione, questa serietà da re magi? Mano. Se i marciapiedi domenicali hanno un sapore di passeggiata lenta, è merito del pacchetto sospeso.
Con ò pacchetto in mano, hai l'aspetto del Prof. Tornasole, proprio quel che ci vuole per salutare l'effervescenza del dopo messa e gli effluvi di scommesse sui cavalli, di caffè, ditabacco. Tranquille domeniche in famiglia, tranquille domeniche di una volta il tempo oscilla come un ostensorio all'estremità di un nastrino scuro, Un pò di crema pasticciera ha fatto appena una macchiin cima al bignè al caffè.
*************************

Quadretto perfetto di una domenica qualsiasi, a Roma , piazzetta centrale del quartiere di Fidene nell'estate del 2009.
Quella che acquista il vassoietto di paste sono io, che immancabilmente esco dalla pasticceria, sfoderando il sorriso più bello che ho.
Naturalmente passo anche a comprare il pane e le sigarette.
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domenica, 31 maggio 2009
sick_computer
Cari amici
dopo lunga e penosa malattia, il mio vecchio computer è entrato in coma.
Non avendo il coraggio di staccare definitivamente la spina, pazienterò ancora alcuni giorni, sperando in un miracolo.
Nel frattempo non potrò comunicare con voi, se non per pochi preziosissimi minuti che vorranno concedermi i miei impegnatissimi nipoti.
Ciao a tutti!!
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sabato, 23 maggio 2009

BENETTON KID COLLECTION
B E N E T T O N

SOCIETA' MULTIETNICA

È l'argomento del giorno.
Vivo in un quartiere abitato per un terzo da Asiatici, Egiziani, Est-europei, Sud-americani.
Tutti lavorano, molti hanno un'attività propria in questo quartiere: un mini-market, una frutteria, una pizzeria-kebab, ecc.
Qui mi diverte vedere grandi famiglie egiziane "a raggio" (fratelli  con rispettivi figli) oppure asiatiche "a piramide" (nonna, mamma, figlia) indaffarati a gestire l'attività di famiglia; mi diverte sentirli parlare l'italiano a vari livelli, dall'approssimativo al perfetto.
Di fianco alla palazzina in cui abito io ce n'è una che appartiene ad una larga famiglia italiana: nonni a piano terra e, via via a salire, i figli e le rispettive famiglie occupano gli altri piani. Una di queste famiglie è composta da:
Lei: italiana, ovviamente
Lui: mulatto, forse nato in Italia visto che parla quasi senza inflessioni
La Bambina: mulatta appena più chiara del padre (9-10 anni)  il suo italiano è perfetto quando parla con gli adulti è dialetto o gergo (linguaggio in codice) quando parla con i coetanei.
Questo è l'esempio più vicino a me, ma ce ne sono altri.
Il quartiere è tranquillo, poco trafficato e quando il tempo lo permette i bambini giocano tutti insieme per strada o nel mini parco e gli adolescenti vanno a zonzo per gelaterie, pasticcerie, pizzerie e si radunano in piazza o nel parchetto prima di lasciare il quartiere ed avventurarsi in città, anzi "al centro".
La cosa che mi ha colpito di più quando sono venuta a vivere qui: quanti bambini ci sono, da zero anni in su. Era da tempo che non ne vedevo così tanti tutti insieme.
Due anni fa avevo notato anche la multi etnia del quartiere, la percentuale di asiatici, nord-africani, ecc., le attività di alcuni di loro (questa zona sembra un paesino, con le case più vicine, le strade più strette, si sta più a contatto l'uno con l'altro); poi non ci ho pensato più.
Mi è tornato tutto in mente in questi giorni: qui ci sono centinaia di bambini e di adolescenti non di nazionalità Italiana, ma nati nel nostro Paese dove sono cresciuti ed hanno frequentato la scuola; qualcuno è più grande ed ha cominciato anche a lavorare.

Prima di parlare di rancore verso gli stranieri che ci rubano il lavoro è il caso di pensare un po' agli "stranieri" che vivono con noi da tantissimo tempo, che sono andati a scuola con i nostri figli e con loro sono cresciuti.

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categoria:cultura e societĂ 
mercoledì, 13 maggio 2009
internet a riskParlando strumentalmente di lotta alla pedofilia e alla criminalità (intento sacrosanto, ma di cui non c’è traccia nel provvedimento), l’On. Gabriella Carlucci (PdL) si è fatta promotrice di un disegno di legge che  equipara blog e social network alla stampa in termini di reati. Il gestore di un blog o forum, anche il più piccolo, anche quello amatoriale, diverrebbe responsabile legalmente per tutti i contenuti pubblicati dagli utenti. La responsabilità cadrebbe anche sui   provider e le piattaforme di blogging.

Tale norma  costringerebbe portali e operatori a chiudere per evitare complicazioni e responsabilità. E la legge si scontra anche con la normativa comunitaria, recepita anche in Italia, che vieta che le responsabilità delle azioni fatte dagli utenti ricadano sui provider.

In realtà, sono già da tempo in vigore e funzionanti norme e tecnologie che perseguono gli illeciti commessi in rete, senza la necessità di schedature digitali. La polizia postale, mediante indirizzo IP,  può in poche ore risalire alla persona che ha commesso il reato in rete.  Ma a leggere il testo dell’On. Carlucci,  in realtà viene fuori ben altro.

Il disegno di legge ha l’obiettivo principale di tutelare gli interessi delle grandi case produttrici di audiovisivi. Basta quindi video musicali o pezzi di trasmissione su Youtube. Sarà forse perchè Mediaset ha un contenzioso in tribunale con Youtube, per eliminare spezzoni delle trasmissioni tv ??

Il PD contrasta con forza questa iniziativa, ed ha presentato nei giorni scorsi una legge per la libertà della rete e per evitare la privatizzazione di un grande bene come la comunicazione.
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categoria:politica
lunedì, 11 maggio 2009

 

canapa1

CANAPA



Il programma televisivo REPORTER ha trasmesso un breve servizio, molto interessante, sulla canapa; la cosa mi ha incuriosito molto e sono andata a cercare su Internet un articolo che riproduco qui di seguito. Scusatemi se è lungo, ma, visto che ci sta a cuore la salvezza del nostro pianeta, vale la pena di passare un pò di tempo sull'argomento:


LA CANAPA
UNA RISORSA PULITA
PER UN'ECONOMIA SOSTENIBILE


Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla anche molto a sproposito. Infatti, nonostante i tanti dibattiti, quando c'è una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge (così come nessuno si è mai accorto del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano). Certo, è molto difficile oggi immaginare un'economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell'industria chimica. Ed è altrettanto difficile immaginare una società affluente senza le montagne di rifiuti, l'inquinamento e gli altri danni all'ambiente a cui siamo da tempo abituati.
Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l'edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall'antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall'epoca romana. Ma quali sono le materie prime della canapa, e quali prodotti se ne possono ottenere?

MATERIE PRIME - La canapa è una pianta dal fusto alto e sottile, con la parte sommitale ricoperta di foglie, e può superare i 4 metri d'altezza. La parte fibrosa del fusto si chiama "tiglio" e la parte legnosa "canapolo". La canapa può essere coltivata per due scopi principali: per la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, e si possono ottenere fibre tessili (20 %), stoppa (10 %) e legno o canapolo(70 %). Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l'uso tessile, ma che può sostituire la maggior parte delle fibre industriali. Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E' una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. Molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa se non altro perchè, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.

Ecco che cosa si può ricavare da queste materie prime.
TESSUTI - La pianta di canapa, più produttiva in fibra tessile del cotone, oggi può essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe e faticose lavorazioni manuali di un tempo. La sua coltivazione richiede pochi pesticidi e fertilizzanti, mentre il cotone specialmente di pesticidi ne richiede moltissimi. Inoltre la fibra della canapa è molto più robusta e dura più a lungo. Attualmente può essere lavorata in modo da renderla sottile quanto si vuole, e viene proposta in sostituzione del cotone e delle fibre sintetiche.
SEMI E OLIO - La canapa, oltre che per la fibra tessile può essere coltivata per ricavarne i semi. I semi di canapa contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24 %, ed un olio nella percentuale dal 30 al 40 %. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo.
Le qualità dell'olio di canapa sono eccezionali. E' particolarmente ricco di grassi insaturi ed è l'ideale per correggere la dieta dell'uomo moderno e per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto straordinarie sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all'olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Con l'olio di canapa si possono inoltre fabbricare saponi, cere, cosmetici, detersivi (veramente biodegradabili), lubrificanti di precisione ecc.
CARTA - Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto di semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa o canapolo, che non si possono considerare solo un semplice sottoprodotto, ma un'altra importante materia prima. Con la stoppa si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con le corte fibre cellulosiche del legno si può produrre la carta di uso più corrente, come la carta di giornale, i cartoni ecc.
Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttività in massa vegetale, e poi perchè la si può ottenere da un'unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi.
Un altro grosso vantaggio della canapa è costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, che ne contengono circa il 20 % anzichè il 40 %.
Attualmente le grandi cartiere utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo per ottenere le microfibre pulite di cellulosa, e quindi la pasta per la carta, prevede l'uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione, ad un tempo costosa ed inquinante, non è necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra, e per quanto riguarda il legno di acidi ne servono meno della metà. Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile. E per renderla completamente bianca è sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi. Questi composti chimici sono una delle cause principali dell'assottigliamento dello strato di ozono nell'alta atmosfera.
TAVOLE - Con i fusti interi della canapa, pressati con un collante, si possono fabbricare tavole per l'edilizia e la falegnameria in sostituzione del legno, che sono di grande robustezza, flessibilità ed assai più leggere.
MATERIE PLASTICHE - Con la cellulosa di cui la pianta è ricca, attraverso un processo di polimerizzazione, si possono ottenere materiali plastici pienamente degradabili che, se in molti casi non possono competere con le sofisticate materie plastiche di oggi, hanno comunque fin dall'inizio una serie di usi importanti per imballaggi, isolanti e così via.
COMBUSTIBILI - La canapa, per la sua alta resa in massa vegetale, è considerata anche la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione dei prodotti petroliferi. Bruciare combustibili da biomassa anzichè petrolio non fa aumentare l'effetto serra. Infatti l'anidride carbonica viene prima sottratta all'atmosfera durante la crescita della pianta, e poi restituita all'aria al momento della combustione. In questo modo la quantità di anidride carbonica dell'atmosfera non aumenta, al contrario di quello che succede se si bruciano idrocarburi fossili.

Se è vero che con la canapa si possono produrre tutte le cose elencate sopra (e tante altre ancora), come mai le proprietà di questa pianta sono così poco conosciute e così poco sfruttate?
Essenzialmente perchè da troppo tempo si è smesso di coltivarla.
In Italia la canapa era coltivata al Nord principalmente per la fibra tessile, ed in Campania per i semi. Nella Pianura Padana la coltivazione della canapa è cessata a poco a poco negli anni Cinquanta, perchè non più conveniente rispetto al cotone e alle fibre sintetiche. Anche la coltivazione della canapa nel Meridione è cessata più o meno negli stessi anni.
Negli Stati Uniti la produzione di vernici con olio di canapa era molto sviluppata fino al 1937 quando, molto prima che in Italia, la legge ha proibito la coltivazione della canapa insieme con la marijuana. Nel nostro paese invece la legge contro la marijuana è intervenuta quando già da tempo la coltivazione della canapa era stata abbandonata. A questo proposito però bisogna osservare che, anche se botanicamente si tratta sempre di "cannabis sativa", dalle varietà ottimizzate per la produzione di fibra e semi non è possibile ricavare la droga.
Di fatto questa lunga interruzione della coltivazione rende difficile oggi il suo rilancio.
Le modalità di coltivazione devono essere di nuovo messe a punto, ed anche i processi di lavorazione della materia prima devono essere riprogettati.
Per molte ragioni non sono più proponibili le lunghe e pesanti lavorazioni manuali collegate con l'estrazione della fibra tessile, che del resto avevano già portato la canapa fuori mercato qualche anno fa. Sono necessarie nuove tecnologie. Per esempio la macerazione per il distacco della fibra dovrà essere fatta in appositi impianti ai quali i contadini conferiranno il prodotto dopo averlo essiccato. Questi impianti si possono già costruire, i processi sono stati quasi completamente individuati. E' necessario assemblare l'intera filiera che va dal produttore agricolo al prodotto finito, ed avviare il meccanismo. Il contadino non può mettersi a produrre la canapa se non c'è un impianto che la può lavorare, e non si può far lavorare l'impianto nuovo di zecca se i contadini non lo riforniscono della materia prima.
Esistono però già fin d'ora molti fattori che premono perchè la macchina produttiva si metta in movimento. Sia in Europa che nel Nord America i coltivatori sono da tempo alla ricerca di nuove colture che possano ampliare il mercato in settori diversi da quello alimentare. Anche la C E E è interessata a promuovere coltivazioni a destinazione non alimentare, ed ha individuato nella canapa una delle colture più interessanti. Per questo ha deciso di sovvenzionare i coltivatori di canapa e di sostenere la ricerca per mettere a punto i processi di lavorazione.
Questi sono segni che, anche al di là di considerazioni di carattere ambientale, c'è tutto un mondo dell'economia che si sta spostando verso una produzione basata su materie prime naturali e riciclabili, sostitutive del petrolio e dei suoi derivati.
Anche il mercato è pronto a ricevere i prodotti della canapa. Esistono già ora centinaia di ditte in tutto il mondo che, usando materie prime provenienti dai paesi che non hanno mai interrotto la coltivazione (come l'Ungheria), fabbricano numerosi articoli a base di canapa: tessuti e capi d'abbigliamento, olio dei semi e prodotti alimentari che li contengono, saponi, cosmetici, vernici, carta, detersivi, tavole ed altri materiali per l'edilizia, legni compensati, oggetti d'arredamento ecc.
Alcune di queste ditte hanno visto il loro fatturato crescere anche del 500 % in un solo anno. Ma nonostante ciò la domanda continua ad essere superiore all'offerta, ed i prezzi spesso sono alti. Alcuni prodotti poi, come i tessuti, sono praticamente introvabili.
Tutto questo è la dimostrazione che il rilancio della canapa alla fine sarà sostenuto dal mercato, ovvero da un'opinione pubblica consapevole del fatto che la canapa può risolvere parecchi dei problemi ambientali che ci assillano. Ma è anche la dimostrazione che i tempi sono maturi per passare finalmente a produzioni su vasta scala. Ciò che frena attualmente lo sviluppo di questo settore e gli entusiasmi dei consumatori sono infatti proprio le limitate disponibilità di materie prime.
E in Italia a che punto è la situazione? Come al solito l'Italia segue, e all'ultimo posto.
Virtualmente nel nostro paese ancora non esistono ditte che producano o vendano prodotti di canapa.
Anche sul piano culturale o semplicemente informativo l'Italia è ancora molto indietro. Lo dimostra il fatto che il principale sito italiano su Internet (piuttosto modesto) per documentarsi su questo argomento è ancora quello di un volonteroso privato che è anche l'autore di questo articolo.
Ma esiste ora anche il sito Internet dell'ASSOCANAPA, punto di riferimento indispensabile per tutti gli agricoltori interessati alla canapa, che contiene già molte informazioni di carattere agronomico
Ugualmente indispensabile per chiunque voglia approfondire ulteriormente l'argomento è anche un volume pubblicato nel febbraio 1998. Si tratta di un testo scritto da ricercatori italiani che fa il punto su tutto quello che è stato fatto e su quello che bisogna ancora fare in Italia per riprendere a coltivare questa benedetta pianta. (CANAPA: IL RITORNO DI UNA COLTURA PRESTIGIOSA - Nuove produzioni di fibra e cellulosa di Paolo Ranalli e Bruno Casarini edito da Avenue Media di Bologna).

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martedì, 05 maggio 2009
acquarelli - steve phillings

Mamma mia quanto si sta male quando si sta male!!!!!!
Stavolta non ho scritto nemmeno due righe non per pigrizia (magari!!!) o per mancanza di mezzi (nessuno che mi lasci 2 minuti il computer). No.
Sono stata ricoverata in ospedale, Amen.
Sono di nuovo a casa. Subito ho pensato di scribacchiare qualcosa, di leggere un pò dei vostri posts, di lasciare una piccola traccia di me lungo questo mezzo di comunicazione.
Buon proseguimento a tutti quanti.

P.S.: Vi piace questo acquarello? Rappresenta bene la confusione che ogni tanto ho per la testa. Al prossimo post Vi inonderò di luce.
postato da: cugpref alle ore 14:55 | Permalink | commenti (17)
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domenica, 26 aprile 2009

 

il  Nilo

 

DA: LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI di PAOLO GIORDANO

""Un lembo di sole spuntava già dall'orizzonte. Mattia provò a ricordarsi il nome geometrico di quella figura piana, delimitata da un arco e da un segmento, ma non gli venne in mente: Il sole sembrava muoversi più velocemente che di giorno, era possibile percepirne la velocità, come se avesse fretta di venire fuori, I raggi radenti alla superficie dell'acqua erano rossi, arancioni e gialli e Mattia sapeva perchè, ma saperlo non aggiungeva nulla e non lo distraeva. La curva della costa era piatta e spazzata dal vento e lui era l'unico a guardarla. Finalmente la gigantesca palla rossa si staccò dal mare, come una bolla incandescente: Per un attimo Mattia pensò ai movimenti rotatori degli astri e dei pianeti, al sole che la sera cadeva alle sue spalle e al mattino risaliva lì di fronte. TRutti i giorni, dentro e fuori dall'acqua, che lui fosse lì a guardarlo oppure no. Non era nientaltro che meccanica, conservazione dell'energia e del momento angolare, forze che si bilanciavano, spinte centripete e centrifughe, nient'altro hce una traiettoria, che non poteva essere diversa da com'era. Lentamente le tonalità si attenuarono e l'azzurro chiaro della mattina cominciò a emergere dal fondo dei colori e si prese prima il mare e poi il cielo.""

Mai mi è capitato di osservare un'alba o un tramonto e pensare contemporaneamente al movimento degli astri, alla loro velocità, alla loro traiettoria.

Mai.

Sono sempre rimasta immobile, sorridente ed emozionata ad osservare il sole che sorge o tramonta, ai colori che si formano, si espandono e coprono il mare ed il cielo, tutte le sfumature, le ombre.

Sempre con la stessa viva emozione.

Non 365 giorni l'anno; poco meno.

Ma queste righe, scritte da un rgazzo che potrebbe essere mio figlio, sono belle ed emozionanti.

BUONGIORNO A TUTTI

 

postato da: cugpref alle ore 11:04 | Permalink | commenti (19)
categoria:letteratura